Per un bambino l'idea che non vada più a scuola pieno di volumoni che lo fanno rachitico, che tutto il tipo dei libri di consultazione sia vantaggiosissimo averlo su un Ipad, di questo non si discute.
Nasce il problema qual è il rapporto col libro che si legge per piacere, per soddisfazione e, lì, io appartengono ancora a una generazione che legge volentieri solo sulla carta.
Può anche darsi che venga fuori una generazione che riesce a leggere "Guerra e Pace" sull'Ipad, certo pesa meno. Devo dire che ho cominciato quando devo fare viaggi molto lunghi, in cui non posso portami dietro 20 libri mi sono caricato l'Ipad e una volta durante un viaggio in America mi sono riletto tutto l'ultimo volume della Recherche di Proust, si fa anche quello...
ma non l'ho sottolineato, non ho fatto le orecchiette, non gli ho lasciato l'impronta della marmellata.. che sono fatti importantissimi!
Se poi 40 anni dopo si va in cantina e si ritrova il libro magari della propria infanzia coi segni della sua lettura passata, così come quando si ritrova una vecchia lettera ingiallita, figuratevi uno che voglia riandare ai suoi amori di 40 anni prima e abbia il facsmile delle lettere sul computer: non c'è più tormento e nostalgia!
Quindi c'è questa insostituibilità sentimentale del libro.

 

 

Umberto Eco - Intervista "La società della rete e i media"