LIBRI ALLA RICERCA DI LETTORI
Quando un cliente chiede un libro alla nostra libreria, arriva il momento, per noi, di prepararne la spedizione.
Prima di cercare la confezione adatta all'ordine, controlli i libri in partenza: vuoi la tranquillità che ogni libro corrisponda alle descrizioni pubblicate (perchè sai che, tra il momento di catalogare il libro e il giorno della vendita trascorrono mesi e qualche volta anni in cui il libro attende -paziente- sullo scaffale!)
Così, quando adocchi qualche differenza o piccolo difetto, preferisci segnalarla al cliente: uno strappetto alla sovraccopertina, la carta un po' ingiallita, quei piccoli dettagli che si notano solo al momento in cui il libro sta per partire nel viaggio verso la sua nuova casa.
LA FELICITA' DI INCONTRARE IL LIBRO GIUSTO
Quasi sempre, questi nostri lettori, ringraziano e confermano l'interesse per il libro: molti lo trovano un atto di particolare premura e sono ancora più fiduciosi di ricevere proprio quello che stavano cercando!
L'incontro con il libro "imperfetto" è un incontro felice, ma oggi abbiamo ricevuto una risposta che più di tutte ci ha stupito... la frase da inquadrare, l'immagine che ti fa fermare a riflettere e ti fa dire: devo condividerla con tutti quanti (ecco come nasce questo articolo). Enrico -così si chiama l'autore di questo pensiero- forse ha proprio ragione quando ci scrive:
«I segni del tempo su di un libro sono come le rughe sul viso di Anna Magnani»
I SEGNI DEL TEMPO SU DI NOI
Tu che lavori nel mondo dei libri da una vita e trascorri il tuo tempo libero tra gli scaffali, tu che ami i libri usati da sempre in fondo lo sapevi. Eppure forse non ci avevi mai pensato così chiaramente.
Il tempo passato sulla copertina di un libro e le sue piccole sgualciture sono come segni sul volto di una persona straordinaria.
Le piccole tracce contribuiscono alla sua unicità, raccontano una storia, contraddistinguono la verità di un'espressione!
LA BELLEZZA E IL SIGNIFICATO DEL PASSATO
Se ti trovi a pensare ai libri moderni sarà prossimo il disincanto. Le case editoriali negli ultimi anni, tra delocalizzazione, facciate "green" e mentalità usa-e-getta generano libri nella trascuratezza. Molto spesso i libri degli anni 2000 sono reperti di un mondo in cui l'arte è stata svuotata della sua originale, autentica pienezza. Stampe asettiche ed economiche, nessuna cura concreta nel progetto, correttori di bozze sostituiti dai computer, traduttori rimpiazzati da automatismi incapaci di sfumature...
Davvero il libro "vecchio" è pieno di bellezza! E non per una retorica di rimpianto del bel tempo passato. Ma nella concreta e reale osservazione di ciò che un libro era. Già guardando dietro l'angolo, negli anni '90 i libri raccontano un mondo molto diverso: l'esperienza tangibile, il tocco di una copertina, il sentore della carta, la brillantezza della stampa ci riporta a parole come qualità, durata, dedizione, impegno.
LIBRERIE, VECCHI LIBRI E IL VALORE DELL'IMPERFEZIONE
Molto ci sarebbe ancora da dire del rapporto tra libro e bellezza, ma forse, la chiave di tutto è nell'imperfezione. Noi stessi, che facciamo questo lavoro, in quanto esseri umani, siamo imperfetti. Può apparire superfluo dirlo, ma in un mondo dove l'umanità sembra annientarsi nel nome di una perfezione da macchina, si tornerà a essere fieri dei nostri libri vecchi, delle loro copertine disegnate dalle tracce degli anni, di noi stessi che, avendo attraversato i decenni, abbiamo visto questo mondo trasformarsi.
SALVIAMO I LIBRI DAL "NULLA" DIVORA IL MONDO
Le nostre parole potranno suonare a qualcuno grida nel deserto ma sappiamo che altre persone condividono il nostro sentire. Abbiamo infatti la fortuna e l'onore di dialogare con molti clienti: professori di filosofia, operai in pensione, scrittori e studiosi si confrontano con questi interrogativi.
Tutti crediamo in questo mestiere, nonostante le sue difficoltà e contro corrente rispetto ai cambiamenti della società presente. Ciò che resta è il nostro contributo: diamo una seconda vita ai libri.
Se ancora poche persone immaginano l'entità distruttiva delle AI, molti di noi aprono gli occhi su orwelliane "intelligenze" artificiali pronte a investire capitali nell'accaparramento di libri. Quando sarà finito l'addestramento delle loro macchine verrà sbarrato il cimitero di quegli stessi libri che le alimentano.
Ci piace immaginare di avere resistito e forse salvato questi volumi dall'annientamento e dal Nulla che divora il mondo. Ci dà speranza sapere di aver lavorato per la rinascita di qualcosa di buono. Ricordiamo di essere umani, non macchine, e ricordiamoci sempre di collaborare per la nostra comune Umanità.
Serena Bergoglio, 18/09/2026
