Furono inviati gli ambasciatori a desinar con Attila. Si trovò la tavola imbandita d'ogni sorta di cibi e vini. Erano d'argento i piatti per gli convitati; ma Attila si serviva di un tagliere di legno. Bevevano i commensali in tazze d'oro e d'argento, Attila in un bicchiere di legno. Gl altri mangiavano d'ogni sorta di vivande, egli solamente del lesso. Così il suo vestire era triviale; e laddove gli altri nobili Sciti portavano oro, gemme, e pietre preziose nelle loro spade, nelle briglie de' cavalli, nelle scarpe: egli nulla di questo voleva, ed amava di comparir simlile a ' soldati ordinari. Si fecero molti brindisi, vi furono canti e buffonerie, che diedero agli ascoltatori motivo di smascellarsi per le risa gran pezzo: ma Attila sempre col medesimo volto, e con una eguale serietà vedeva, ascoltava tutto. (Anno CCCXLIX)
In Vormazia con gran solennità furono celebrate le Nozze. Ho io trattato altrove di questa ridicolosa usanza de' Secoli barbari. Non si faceano Nozze, o altre Feste grandiose di Principi tanto in Italia, che in Germania, e probabilmente anche in altri paesi, che non vi concorressero le centinaia di Buffoni, Giocolieri, Comedianti, Cantabanchi, ed altri simili inventori di Giuochi e divertimenti della Corte e del Pubblico. I regali, che lor si faceano non solamente dal Principe autor della festa, ma da gli altri ancora, che v'intervenivano, o di vesti, o di danaro, o d'altre cose di valore, erano immensi. Gli esempi presso gli Scrittori sono frequenti. E durò quest'uso, od abuso, anche nel Secolo susseguente 1300. Federico fece conoscere in tal congiuntura il saggio suo discernimento, col non volere scialacquar donativi in gente sì fatta. (Anno MCCXXXV)
Muratori Ludovico Antonio, ANNALI D'ITALIA
